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[LEGACY – SFIDA DELLE SFIDE] ASTRAL ROMANCE

Mostraci quanto sei bravo a giocare, sfida i tuoi limiti (e quelli dei tuoi sims) nelle nostre Legacy Challenge!

Messaggioda Lithea » ven apr 08, 2016 8:11 pm

Come sottoscritto in diverse parti, la nostra adorabile (?) Rosa Spina è stata promossa come LoD, mutando la sua ubicazione in altro loco e favorendo -perciò/dunque/quindi- l'entrata in scena di una nuova partecipante alla Sfida delle Sfide!
Chi è? Cosa vuole? Che tratti ha? ma soprattutto... Perchè dovete proprio sorbirvela?
L'universo (simmico) ha una risposta per ognuna di queste domande. Confido nella vostra curiosità, e nel totale decadimento dei miei rari neuroni, per intrattenervi con le dieci generazioni che avranno origine da questa fanciulla venuta da molto, molto, lontano :mrgreen:
Oasis Springs stiamo arrivando!
...
....di nuovo! :lol:

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.:°Miniatura°:.


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Introduzione - <Rupe Arida>
1°Parte - <In Arrivo>
Ultima modifica di Lithea il sab apr 09, 2016 3:12 am, modificato 2 volte in totale.
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Messaggioda Elena2003 » ven apr 08, 2016 10:45 pm

Astral? Legacy? LoD? Ma che...? o_O
Giuro che non ci sto capendo nulla...
Comunque bellissima la simmina, che bei occhi! Io non riesco a farle belleee!!!
Sono molto curiosa di leggere...
Solo, perdona la mia ignoranza... ma cosa vuol dire Lod? :?
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Messaggioda Lithea » sab apr 09, 2016 3:10 am

-Introduzione-

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Messaggioda Lithea » sab apr 09, 2016 3:11 am

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ASTREA
"Astrea era ritenuta figlia di Zeus e di Temi secondo una tradizione, secondo un'altra invece era figlia di Astreo e di Eos.
Scesa tra i mortali nell'età dell'oro, diffuse i sentimenti di giustizia e di bontà, come fece la madre prima di lei; ma poi, disgustata dalla degenerazione morale del genere umano, dapprima si rifugiò nelle campagne, e poi, al principio dell'età del ferro, risalì definitivamente in cielo, dove splende sotto l'aspetto della costellazione della Vergine."


***


Vi è eccitazione, nell'aria.
Succede spesso, specialmente nelle cittadine non molto grandi in cui tutti conoscono tutti e la routine è facile da sconvolgersi anche solo per un lenzuolo buttato a terra o un bambino che grida disperato per un ginocchio sbucciato al giardinetto pubblico.
Oasis Spring non è l'eccezione, bensì una delle "fondamenta" di questa Regola.
Quando poi si tratta del suo quartiere "dabbene", pieno di ville favolose e vicini che occhieggiano il prato del vicino con occhi tinti del verde snob dell'invidia questo concetto è ancora più radicato. Diversi, nel corso degli anni, avevano tentato di stabilirsi in un lotto specifico. Fallendo miseramente ogni volta.
Tra trasferimenti, demolizioni, e ricostruzioni, ormai l'appezzamento di terra sito al numero 13 del Boulevard attorno al quale da decenni si ergono fiere tre ville da sogno come lussuosi e pigri guardiani, è conosciuto dai residenti con un nome che ne vuole alleggerire la grama fama. O sfotterla.
Rupe Arida. Così lo chiamano, benchè di arido ha assai poco.
Il prato verde, brillante quanto una gemma preziosa, e qualche albero capace di donare ombre in grado di riparare dal sole "dell'Oasi dell'Estate Perenne" sanno essere sufficienti per rendere il nomignolo più che ironico.
Anche se drammaticamente reale in certi contesti.
Nomignolo che ancora una volta è stato sfidato.
E la Rupe Arida, finora meta dei bambini e delle loro corse dietro un pallone, da settimane è divenuta un via e vai di periti, muratori e tecnici dei più vari che in tempo di record hanno imbastito lo scheletro di.. qualcosa.
Una casa, se si vuole essere ottimisti. Un tetto è presente, così anche le mura solide.
Un recinto steccato, bianco come nelle migliori tradizioni residenziali da sogno, sembra premettere che chiunque abbia pagato per vivere lì, possa apprezzare la natura o comunque essere intenzionato a farsi un piccolo orto...
O chissà che altro.
E non può che essere una certezza che non possegga i mezzi per fare in modo che la propria abitazione possa anche solo lontanamente competere con le sue dirimpettaie. A meno che il proprietario non sia talmente tirchio da accontentarsi del minimo sindacale per poter affermare "io, qui, ci vivo!".
In mezzo al lusso del resto del vicinato, la nuova costruzione spicca come una capanna in mezzo ai grattacieli di una metropoli.
Ed è questo che attira la curiosità delle persone, ora più che mai. E con esse, le loro ipotesi.
Chi mai potrà andare a vivere lì, questa volta?

Le "ronde" per poter spiare e raccogliere qualche goloso pettegolezzo da offrire al proprio vicino sono già iniziate da giorni, da quando la signora Cristina Gentile durante una delle sue passeggiate per sgranchire le vecchie articolazioni dalla noia della pensione ha notato la presenza di un cognome, finalmente, sulla cassetta della posta.
Cometa.
Un cognome evocativo, per un posto che di notte deve essere coperto da una trapunta di stelle tanto il cielo tende al sereno.

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"Te lo garantisco, il signor Colombo mi ha detto che il postino gli ha raccontato di aver visto entrare nella casa una giovane ragazza! Posso chiamarlo, se non mi credi!" sostiene con veemenza leggermente stridula proprio la signora Cristina che fermatasi davanti alla nuova , strana, abitazione -sempre casualmente per riprendere fiato, s'intende- ha appena scoperto di non essere la sola ad aver avuto quella brillante idea.
Il vecchio cellulare della donna viene estratto dalla tasca, ma non fa in tempo a digitare il numero appena annunciato che la giovane davanti a lei scuote teatralmente le mani, esortandola a fermarsi.
"Per carità, signora Cristina. Figurarsi se serve!" obietta quest'ultima, e la mano termina il gesto scostando dalla spalla un boccolo soffice e rosso. Questa la tinta delle ciocche che - folte e curate- incorniciano il volto da diciottenne spazientita, sentimento che gli occhi verdi sottolineano nell'alzarsi con esasperazione verso il cielo, il quale certo ha ben poca pietà e ben più pazienza di quanto lei stia dimostrando.
" E poi.." prosegue la rossa, la voce sottile si tinge di note maliziose che le valgono un'alzata di sopracciglio da parte della sua interlocutrice. Alza il mento, imperterrita nel continuare la frase "..sono più che sicura di aver visto un bel ragazzo potare la siepe proprio ieri"
"Ora si svela l'arcano. Anche se, conoscendoti, ciò che ti interessa è tutto meno che misterioso" sebbene la rimproveri, la signora Cristina porge alla ragazza un sorriso mite e comprensivo. Quello che solo una lunga conoscenza, arresa al carattere dell'altro, può possedere."Ero convinta che ti interessasse Don Lotario.." la pungola. E va a segno.
La rossa, occupata a lisciare il tessuto teso della gonna che, rosa e aderente, le fascia i fianchi e mostra probabilmente più carne di quanto la signora Cristina possa approvare, si porta con cipiglio offeso le mani proprio ai fianchi. Le posa lì, assumendo una postura battagliera e fiera " E' l'uomo di mia madre!" le riversa contro, con impeto indignato. E come i migliori fuochi, si estingue in fretta in favore di uno scuotere del capo "Lei guarda troppe soap opera in tv."
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"Forse.." le riconosce la pensionata che riprende l'argomento principale, appena gli occhi si posano sulla nuova abitazione."Comunque so quel che dico, Nina". Un concetto che sottolinea con fermezza, pur con un velato affetto nell'appellarla finalmente per nome. "Mi hanno detto che è proprio carina. Alta, pelle chiara, occhi verdi..".
Nell'elencare le qualità della misteriosa vicina, non le può sfuggire quanto - in un nemmeno troppo celato senso di rivalità femminile- Nina si affretta a impettirsi e a schioccare con disapprovazione la lingua contro il palato. E, altrettanto, scocca verso la casa molto modesta quella che è pura alterigia. Lo sguardo chiaro è sprezzante e nell'arricciare il nasino pare persino che abbia odorato qualcosa di disgustoso.
"Tsk.. sai che me ne frega". Disse la volpe all'uva.

"Non indossate le divise dei traslocatori, nè avete l'aspetto di un notaio. Dunque.. che ci fate sul mio terreno?"
Una voce di donna, perentoria e determinata, porta le due a sussultare per lo spavento e a girarsi all'unisono, seguendo la provenienza dell'interrogativo e del silenzio assordante che lo segue. Alle loro spalle.
L'ombra della ragazza che le sta scrutando arriva a toccarle, non è molta la distanza che le separa. Ma sebbene possa dirsi alta quanto loro, l'accigliarsi serio e indagatore della mora la rende così vitrea da farla incombere sulle due intruse anche standosene ferma, immobile. In attesa di un responso che non arriva.
Gli occhi di lei, verdi e limpidi nella loro risolutezza, le tengono incatenate a quello sguardo che, nel fessurarsi impercettibilmente, sembrerebbe del tutto intenzionato a estorcere da loro quanto ha chiesto finanche a strapparlo loro dall'anima.
" ..Chi-siete?" scandisce con lentezza accentuata, del tutto intenzionale.
La signora Cristina, finora imbambolata a guardare da capo a piedi la sconosciuta, finalmente si ridesta dallo stordimento che l'ha colta. In parte. Poichè il risultato è un arrampicarsi balbettante sugli specchi "Ecco.. s-scusi signorina.. Io.. cioè NOI siamo.." include anche la rossa al suo fianco, rea quanto lei di essere sul prato della casa che, è assodato a quanto pare, deve appartenere alla ragazza che le tiene sotto torchio.
Per fortuna ci pensa Nina a terminare la presentazione del tutto rovinosa, esibendo all'apparente coetanea un sorriso sfrontato e invitante.
O semplicemente soddisfatto. L'innegabile bellezza della mora, persino algida, contrasta di netto con abiti molto casual e i cui pantaloni, color terra, vengono appunto ripuliti a livello delle ginocchia da quello che deve davvero essere terriccio, il che aprirebbe più di un panorama che va dalla caduta accidentale per terra ad altre più ignote, e che è bene non rivelare, frutto di una mente troppo fantasiosa e portata all'immoralità.
"..Siamo il suo comitato di Benvenuto!"cinguetta quasi, mentre con gli occhi la sfida a contraddire questa versione.
La straniera si limita a sollevare un sopracciglio, scettica "Comitato.." ripete le parole di Nina, snaturandone il significato che si colma di diffidenza "...di Benvenuto?". La retorica è tutt'altro che un'opinione, ma la versione di Nina viene appoggiata saggiamente anche dalla signora Cristina, che annuisce. E sorride. Gentile e calorosa come la nonna che sicuramente è.
"Sì, esatto. Sa.. è una città non molto grande, ci conosciamo praticamente tutti. Come una grande famiglia!" giustifica lei, dando termine al teatrino allungando con cortesia la mano verso la ragazza di cui ignora ancora il nome. Per poco.
"..ed è quello che offriamo anche ai nuovi vicini, il farvi parte. Io mi chiamo Cristina Gentile, abito un po' distante ma passo spesso in questa parte di quartiere per le mie passeggiate mattutine. Benvenuta a Oasis Springs, signorina...?"

Non avviene subito. Ma avviene. La mora si prende tutto il tempo del mondo per soppesare la mano che le viene offerta con diplomazia dall'anziana. Anche più, si prende il tempo per controllare da sotto le ciglia scure il rapportarsi di Nina a questo modo di comportarsi, e a quanto si indigni quando la signora Cristina le assesta un accenno di gomitata sul fianco, esortandone a sua volta la presentazione e a porgere anche lei la mano " Io sono Nina Caliente, invece".
Solo allora, quando entrambe le donne si sono presentate e hanno dichiarato ufficialmente la loro identità, il volto teso della mora subisce un radicale cambiamento che restituisce al volto giovane - sicuramente non meno della stessa Nina- un accenno di affabilità che rende i tratti del volto più delicati, meno marcati. La mano si tende. La stringe a entrambe, a turno. Prima alla signora Cristina. Poi a Nina, con la quale scambia uno sguardo penetrante. Forse d'avvertimento, mentre lascia dissolvere il mistero sul proprio, di nome.

" Mi chiamo Astrea. Astrea Cometa".

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Ultima modifica di Lithea il sab apr 09, 2016 9:34 am, modificato 1 volta in totale.
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Messaggioda Tati » sab apr 09, 2016 8:29 am

Wow bellissima introduzione!!
Sei davvero bravissima!! Astrea mi piace molto...e la signora Cristina e Nina non l'hanno convinta molto mi sa XD
Beh sono proprio curiosa di vedere meglio la casetta! *_*
Alla prossima!!
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Messaggioda Elena2003 » sab apr 09, 2016 9:25 am

Che bella introduzione!
Scrivi proprio benissimo! Sono curiosa e impaziente di leggere!
Non credo che tra Nina e Astrea scorra (e scorrerà) buon sangue... :?
Continua così! :D
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Messaggioda albakiara » sab apr 09, 2016 1:51 pm

Tu non finirai mai di sorprendermi! Ovviamente non vedo l'ora di leggere la tua LoD, ma altrettanta curiosità per questa nuova legacy mi tiene in trepidante attesa.
La presentazione è superba, scrivi benissimo e hai la capacità di catturare l'attenzione del lettore dalla prima riga. Mi sono appassionata già del vicinato per come hai saputo dar vita ai personaggi che da sempre popolano il nostro gioco (Nina -.-), ma quando ho letto il cognome sulla cassetta della posta mi è venuto un tuffo al cuore... Cometa è il mio cognome! (ricordi quando per Rosa Spina commentai il gioco di parole del nome? Bene, io avrei rischiato di essere una Stella Cometa XD).
Beh, non dilunghiamoci oltre... Astrea è già entrata nel mio cuore, ora non mi resta che attendere le sue avventure!
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Messaggioda Gwen » sab apr 09, 2016 9:35 pm

Oddio oddio oddio, ma ho capito solo ora quel che è successo qui!
Uuuh, quant'è bella la tua simma *-*
Ovviamente sarò una lettrice affamata anche di questa legacy <3
E complimenti per come scrivi *_*
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Messaggioda archisim » ven apr 15, 2016 1:11 pm

Sebbene parli di una banale conversazione tra pettegole riesci a renderla interessante come la trama di un thriller!
Resto in attesa delle avventure di Astrea!
Cordiali saluti (dopo il 'resto in attesa' non riesco a non scriverlo)
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Messaggioda g_skans » mar apr 19, 2016 10:10 pm

questa introduzione è scritta benissimo, la leggi rapidamente e con la smania di sapere cosa succede.
Astrea è davvero molto particolare, bella e con un carattere che sicuramente la farà valere su tutti o/
non vedo l'ora di leggere la prima parte!
e brucia in fretta, rallenta i battiti, le ore girano guarendo gli animi.
parole instabili consigli inutili, stò risalendo senza limiti.

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